L’UOMO CHE FUGGIVA PER RESTARE

L’UOMO CHE FUGGIVA PER RESTARE (Codice: 9788865913901)

L’UOMO CHE FUGGIVA PER RESTARE

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Emanuele Paceschi è un autore italiano. È nato l’8 febbraio 1978 a Urbino.  Urbino si trova nell’Italia centrale. Secondo lui, ritiene che la poesia sia la più alta forma di comunicazione per esprimere il sentimento umano. In generale, la poesia ha un grande impatto su tutti gli organismi viventi e senza organismi viventi. La poesia ha radici diverse negli organismi viventi storici, culturali, politici, naturali e semplici e semplici o complessi. Si fanno strada in quasi tutte le lingue del mondo.

La poesia gioca un ruolo importante nel comprendere questo mondo in un modo più bello. Ci permette di apprezzare e sentire la pace interiore dentro di noi. Agisce come il ponte tra il popolo e il mondo bello che finora non siamo riusciti a ammirare. La poesia può essere su qualsiasi cosa come la natura, il sole, la luna, la gioia, il dolore, la rabbia, il tradimento, il successo, il fallimento, l’acqua, la pioggia e molti altri. Danno una prospettiva unica alle cose che ci vengono usate. Serve tutte le emozioni come la gioia, il dolore, la solitudine, la rabbia, le lacrime, l’eccitazione, ecc.  Attraversa il sito qui per vedere quasi tutte le opere di poesia di Emanuele Paceschi. ‘Echi di febbraio’ è una delle opere interessanti di lui.

“Echi di febbraio” di Emanuele Paceschi, raffigura l’incessante cavalcata di un sentimento mai domo, spesso soffiato in un battito di ciglia o da labbra che si baciano in un sussulto melanconico, ad armeggiare senza tregua i moti dell’anima, accompagnati ad ogni passo, ad ogni pensiero, ad ogni sospiro, da paesaggi incantevoli … non a caso intinti dal nostro autore, in un panorama glaciale sposo della nostalgia. Altre volte associati al risuscito virtuale di un amore, altre ancora nella speranza che un raggio di sole schizzi il suo miracolo per riportarsi fino al cuore e scuoterlo, invitarlo a reagire, anche se la sensazione è che l’autore non se ne voglia affatto liberare, e che si trovi a suo agio tra angoscia, inquietudine, speranza e sogno. E non c’è mai banalità, sufficienza, nella narrazione di un viaggio di sensazioni che pulsano dal profondo, per poi ricongiungersi ad una realtà mai scontata quando è il quadrante del proprio ego a sillabare, quando Emanuele veste “rami senza alberi” di quell’anelito divino macchiato dal ricordo struggente, ma offuscato dalle nebbie di cieli tersi, nella consapevolezza di non essere più protetto dal grembo materno.

 

Dalla prefazione di Mauro Romano

 

Prezzo: 10.00 EUR