AMERICAN DREAM di Simone Mazzola

AMERICAN DREAM di Simone Mazzola

Se come il sottoscritto siete nati ad inizio degli anni ’70 è probabile che il primo colpo di fulmine con la pallacanestro NBA sia arrivato attraverso le mitiche partite della domenica mattina in programma su Italia 1.

 

Tra aneddoti esilaranti e “Mamma butta la pasta”, l’allora coach Dan Peterson impazzava al commento raccontando le gesta dei fenomeni d’oltreoceano. Ricordo ancora lo stupore quando per la prima volta vidi Larry Bird: “Ma come? Il mitico numero 33 dei Celtics di cui tutti parlano è quel signore bianco con baffetti e fisico da ragioniere? Dai su non scherziamo”.

Il sogno americano è quello di raggiungere la prosperità e di ottenere l’opportunità al fine di aumentare la mobilità sociale per la loro famiglia. Hanno bisogno di libertà per avere successo nella loro vita. È chiamato come ethos nazionale della nazione unita e si occupa della libertà, della democrazia e dell’uguaglianza. Hanno fatto un duro lavoro nella società superando poche barriere. Secondo James Truslow Adams, il Sogno Americano può essere definito in quanto tutti dovrebbero diventare sempre più ricchi e migliori e la loro vita sarà soddisfatta con la gioia, ottenendo l’opportunità che dipende dalla loro capacità o realizzazione. Non deve basarsi sulla classe sociale o sulle circostanze della nascita di una persona.

Dopo un certo periodo il significato del sogno americano è stato cambiato. Includeva sia le componenti personali della proprietà della casa che la mobilità verso l’alto e la visione globale. Il Governatore di Virgina ha fatto un commento sugli americani, se sentono che le terre si trovano a meglio di quanto hanno già stabilito, allora si muoveranno più lontano. E se hanno raggiunto anche il paradiso, quando sono venuti a sentire parlare di posto migliore più a ovest immediatamente visiteranno qui.

A non scherzare in realtà era lui, che con la palla ci sapeva fare alla grande. Con Magic, Jabbar, Erving, Isiah, Michael e tutti gli altri, mi catapultò in un mondo nel quale tutt’oggi sono intrappolato. Mai potevo immaginare che un giorno dietro a quel microfono ci sarei stato anche io. Se avete in mano questo libro, l’afflato nei confronti del basket è quasi certamente superiore all’italiano medio. È probabile che siate degli “addicted”, ovvero quelli che – nonostante in mezzo ci si infili un discreto periodo di vacanza – l’estate è semplicemente quella lunga e noiosa pausa che separa la fine di una stagione dall’inizio di quella successiva.

 

Dalla Prefazione di Alessandro Mamoli

 

Prezzo: 10.00 EUR